Pensiero del mese: Settembre 2007


                               "
Decalogo dell’automobilista"

In una rivista cristiana ho trovato con sorpresa un certo decalogo. Lo proponiamo a tutti gli automobilisti. Di fronte ai massacri che si consumano quotidianamente sulle strade , specialmente nei fine-settimana, tutto può servire, anche gli orientamenti di una Chiesa cui sta a cuore il bene spirituale e materiale del popolo di Dio

Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti ha confezionato un manualetto di 58 pagine, contenente orientamenti per gli automobilisti. Vorrebbe, cioè, ricordare a tutti coloro che viaggiano i pericoli, i rischi, le imprudenze, le morti, le invalidità totali, i milioni di incidenti. E’ abbastanza strano che la Chiesa entri in dettagli e in particolari cosi puntuali rispetto a un fenomeno che sembrerebbe molto lontano dalle linee pastorali della dottrina evangelica. Spesso crediamo che la Chiesa si debba interessare solo delle anime, di quanto accade dentro le mura di una parrocchia o che, al massimo, possa spingersi fino alla preparazione dei sacramenti, alla benedizione delle case...
Pensare che si possano stilare i dieci comandamenti dell’automobilista per qualcuno sembrerà invasione in campi di non competenza, per altri sarà motivo di grandi sospiri nella speranza che la Chiesa si sostituisca sempre di più ai poteri di uno Stato debole e indeciso su tutto.
Altri si congratulano perché, di fronte ai massacri che quotidianamente si consumano sulle strade e autostrade, tutto può servire, anche una parola degli uffici vaticani.
Elenco i dieci comandamenti:

1) Non uccidere.

2) La strada sia per te strumento di comunione tra le persone e non di danno mortale.

3) Cortesia, correttezza e prudenza ti aiutino a superare gli imprevisti.

4) Sii caritatevole e aiuta il prossimo nel bisogno, specialmente se è vittima di un incidente.

5) L’automobile non sia per te espressione di potere, di dominio e occasione di peccato.

6) Convinci con carità i giovani, e i non più tali, a non mettersi alla guida quando non sono in condizione di farlo.

7) Sostieni le famiglie delle vittime di incidenti.

8) Fa incontrare la vittima e l’automobilista aggressore in un momento opportuno, affinché possano vivere l’esperienza liberatrice del perdono.

9) Sulla strada tutela la parte più debole.

10) Senti te stesso responsabile verso gli altri.

Alcune frasi possono sembrare un po’ pesanti e risentire di un vocabolario specialistico e legato a concetti che andrebbero chiariti. Senza essere esagerati, forse era meglio dichiarare che l’auto va usata come uno strumento al servizio dell’uomo, del lavoro, della sofferenza, della fretta giustificata.
Inserendo, poi, il concetto di “dipendenza da auto” (come esistono le di pendenze da gioco, alcol, droga) credo che avremmo capito meglio, senza scomodare una parola molto intrigante e misteriosa, il peso dei rischi cui andiamo quotidianamente incontro.
Sono da prendere in considerazione, invece, i numeri 4, 7 e 8. Sono dichiarazioni importanti da fare, e chi viaggia tanto capisce quanto siano ignorate e addirittura banalizzate. Sentiamoci tutti responsabili verso gli altri.