Pensiero del mese di Marzo 2009
"Essere prossimo a …" |
Tutti conoscono la parabola evangelica del Buon Samaritano. Quell’anonimo viandante salva uno sconosciuto aggredito da briganti, perché .. aveva bisogno .. era abbandonato da tutti, benché avesse bisogno di tutti. Diventò prossimo a un morente … e non per un motivo particolare…
Giovanni Palo II nella Lettera “Salvifici doloris” (1984) suggerisce motivazioni umane e cristiane che debbono far riflettere sul perché dell’agire come il Samaritano
«Seguendo la parabola evangelica, si potrebbe dire che la sofferenza, presente sotto tante forme diverse nel nostro mondo umano, vi sia presente anche per sprigionare nell'uomo l'amore, proprio quel dono disinteressato del proprio “io” in favore degli altri uomini, degli uomini sofferenti. I1 mondo dell'umana sofferenza invoca, per così dire, senza sosta un altro mondo: quello dell'amore umano; e quell'amore disinteressato, che si desta nel suo cuore e nelle sue opere, l'uomo lo deve in un certo senso alla sofferenza. Non può l'uomo “prossimo” passare con indifferenza davanti alla sofferenza altrui in nome della fondamentale solidarietà umana, né tanto meno in nome dell'amore del prossimo. Egli deve “fermarsi”, “commuoversi”, agendo così come il Samaritano della parabola evangelica. La parabola in sé esprime una verità profondamente cristiana, ma insieme quanto mai universalmente umana. Non senza ragione anche nel linguaggio comune viene chiamata opera « da buon samaritano » ogni attività in favore degli uomini sofferenti e bisognosi di aiuto.
Molte professioni. « da buon samaritano » sono da ritenere quella del medico, o dell'infermiera, o altre simili! In ragione del contenuto « evangelico », racchiuso in esse, siamo inclini a pensare qui piuttosto ad una vocazione, che non semplicemente ad una professione».
Ma il cristiano deve sentirsi impegnato e inquadrato nella relazione umana con il suo simile. Mentre aiuta, viene aiutato perché siamo “arricchiti” da valori che solo la sofferenza ci fa scoprire e comprendere. La vicinanza guaritrice dì persone capaci di dialogo e attenzioni sostiene ed incrementa la fortezza, e rende più capaci d’incontrare noi stessi e gli altri in una verità.
Due santi al mese |
dottore della Chiesa, è nato nel 1225 . Studiò nel monastero di Montecassino e quindi entrò nell'Ordine dei Domenicani, completò gli studi a Colonia e a Parigi, Scrisse molte opere filosofiche e teologiche. Chiamato da papa Gregorio X a Lione, morì durante il viaggio nell'abbazia di Fossanova (Latina) il 7 marzo 1274, celebre per la santità della vita e ammirato per la scienza della Teologia, viene dichiarato da Papa Leone XIII Patrono di tutte le Scuole cattoliche. |
(1842 – 1857) – Ancora bambino decise che il suo progetto di vita sarebbe stato «vivere da vero cristiano». Fu alunno di san Giovanni Bosco, e benché ragazzino la sua esistenza fu piena d’amore e carità verso il prossimo, cercando in ogni occasione di dare l’esempio. Nel 1856 fondò la Compagnia dell’Immacolata e poco più tardi morì, lasciando un valido e bel ricordo della sua persona ai giovani cristiani. E’ dichiarato Patrono dei "Pueri cantores", dei Chierichetti, e Gestanti |