Pensiero del mese: Marzo 2006
I miracoli dell'amore |
Andando verso la Pasqua, sarà utile guardare ad un autore poco conosciuto, ma con una profondità di sentimenti, da sconvolgere Versi di Kahlil Gibran:
I difetti di un uomo
si possono guarire solo amandolo.
Possiamo amare qualcosa di acerbo
a tal punto da farlo maturare,
o amare colui che possiede
o patisce un certo difetto
fino a produrre in lui quella maturità
che è in grado di sviluppare.
non possiamo certo ottenere lo stesso effetto
con il rimprovero o con il timore.
Kahlil Gibran è nato il 6 dicembre 1883 a Bisharri (Libano), da una famiglia cristiana di rito maronita. Sensibile scrittore è divenuto celebre per la poetica raccolta di scritti riuniti nel volume "Il profeta", crebbe nella Palestina settentrionale coi familiari. Costretto ad emigrare negli Stati Uniti nel 1895, frequenta le scuole del posto e l’inglese fu spesso usato nei suoi scritti.
Tornato nel 1899 per tre anni a Beirut per studiare la lingua e la letteratura araba, poi soggiornò in Libano e Siria,Per Kahlil Gibran l'esistenza è un tempo regalato per ricomporre la frattura esistente tra noi e Dio; quando nell'individuo bene e male, perfezione e imperfezione, piccoli sentimenti e grandi passioni riusciranno a convivere, ecco che nella coincidenza degli opposti si manifesteranno saggezza, perfezione e felicità.
La mistica di Gibran sfugge a ogni classificazione, il poeta parla per immagini ricorrendo a un mondo simbolico dai mille significati, che per la sua universalità sollecita l'uomo indù e il cristiano, l'ateo e il credente. Morì a New York il giorno 11 aprile 1931, e la sua salma fu portata, secondo le sue volontà, in un eremo libanese.
Quando l' amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni
come il vento del nord devasta il giardino.
L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ",
ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
Morto giovane, vede nel suo cammino esistenziale, il Cristo accanto alla Madre, e sussurra:
Quando cercavo di immaginarmi Gesù,
me lo raffiguravo sempre
come un bambino che dalla mangiatoia
per la prima volta vede il volto di Maria sua madre,
e come uomo che dalla croce
volge l’ultimo sguardo sul volto di Maria sua madre,
E’ l’ultimo miracolo dell’amore di Cristo: lo sguardo su Maria per ognuno di noi