Pensiero del mese

LUGLIO 2002

Padre Pio

Un sorriso non costa nulla e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante, ma il suo ricordo è talora eterno.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero da non poterlo dare. Crea felicità in casa;
è sostegno negli affari è segno sensibile dell’amicizia profonda.
Un sorriso dà riposo alla stanchezza, nello scoraggiamento rinnova il coraggio:
nella tristezza è consolazione; d’ogni pena è naturale rimedio.
Ma è bene che non si può comprare, né prestare, né rubare, poiché esso ha valore solo nell’istante in cui si dona.
E se poi incontrerete chi non vi dona l’atteso sorriso, siate generosi e date il vostro;
perché nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come chi non sa darlo ad altri. (padre Pio)
 

Tutti sanno tutto di Padre PIO; anzi di San Pio da Pietrelcina (canonizzato il 16 Giugno 2002).

Forse qualche accenno biografico potrà diventare utile a qualcuno.

Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nacque il 25 maggio 1887 da Grazio Maria e Giuseppa De Nunzio, a Pietrelcina, piccolo centro a 12 chilometri da Benevento. All'età di sei anni suo padre gli affidò due pecore da condurre al pascolo. Da quel momento emersero i primi segni di una personalità profondamente diversa da quella dei suoi coetanei. Certamente Francesco amava giocare e scherzare, ma nel contempo mostrava fastidio nei confronti di tutto quanto usciva dalle righe. Evitò così i compagni di gioco che bestemmiavano o usavano, comunque, un linguaggio sconveniente, quelli che egli chiamava "insinceri e dall'occhio falso”.
Con questi sentimenti Francesco entrava, il 6 gennaio 1903, a neppure sedici anni d'età, nel convento cappuccino di Morcone, e, appena due settimane più tardi, vestì il saio e prese il nome di frate Pio da Pietrelcina. Ma quello che era stato il suo vero e grande sogno divenne realtà il 10 agosto del 1910 quando fu ordinato sacerdote nel duomo di Benevento. Qualche mese dopo l'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale, padre Pio venne chiamato alle armi e il 6 dicembre del 1915 assegnato alla 10^ Compagnia di Sanità a Napoli. Una malattia bronchiale indusse l'autorità militare a riformarlo dal servizio.
Tra i numerosi prodigi di padre Pio c'è quello della trasverberazione manifestatasi nelle giornate del 5 e del 6 agosto 1918. Trasverberazione è la ferita provocata sul costato di Gesù durante la crocifissione. Quello della ferita al costato era stato l'inizio dell'apparizione dei segni della crocifissione, segni destinati dal Signore all'umile cappuccino. La comparsa delle stigmate sulle mani e sui piedi di padre Pio avvenne il 20 settembre del 1918.
La notizia si sparse rapidamente e San Giovanni Rotondo divenne meta di un flusso di pellegrini che continua ancora incessante. All'entusiasmo dei fedeli si contrappose la diffidenza delle gerarchie ecclesiastiche che tennero assolutamente celata la vicenda. Il Sant'Uffizio intervenne e limitò la libertà di padre Pio. Il 2 giugno del 1922, a sei mesi dalla morte del papa Benedetto XV, che non aveva mai negato le sue simpatie per il frate di San Giovanni Rotondo, il Sant'Uffizio stabilì che in seguito agli avvenimenti del 1918, padre Pio non avrebbe dovuto mostrare le stigmate a nessuno né parlare delle stesse e, tantomeno, esporle ai baci dei fedeli. La dolorosa salita al Calvario era già iniziata e i successivi prodigi del frate, oltre alle molte opere umanitarie portate a termine, non gli procurarono che isolamento da una parte della Chiesa ufficiale. E' da ricordare la realizzazione della Casa Sollievo della Sofferenza, ospedale divenuto operativo nel 1956.
La fine terrena di padre Pio si intuì il 20 settembre del 1968, nel cinquantesimo anniversario dalla comparsa delle stigmate sul suo corpo. In quella circostanza erano giunti a San Giovanni Rotondo molti pellegrini e, alle 5 del mattino, padre Pio, nonostante le precarie condizioni di salute, celebrò la messa per non deludere le aspettative dei fedeli che avevano trascorso la notte stipando gli alberghi e dormendo anche all'interno delle autovetture. L'indomani venne colto da una violenta crisi che gli impedì di scendere in chiesa.
Ancora una volta verso le 5 del mattino di domenica 22 settembre, le condizioni di padre Pio parvero registrare un lieve miglioramento ed egli si apprestò a celebrare la messa. Al termine della stessa padre Pio venne colto da collasso. Accompagnato in cella per un breve riposo, si affacciò alla finestra verso le 10 per impartire la benedizione a una folla enorme. Intorno alla mezzanotte le condizioni di padre Pio presero a precipitare e al suo capezzale fu un accorrere di altri religiosi e di medici. Alle 2,30 Padre Pio chiuse gli occhi per l'ultima volta.

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