Pensiero del mese di Giugno 2008

"L’aritmetica di Dio»"

Nel capitolo 6 del Vangelo di Giovanni, la cosiddetta sezione del pane  comincia con la moltiplicazione dei pani presso il mare di Tiberiade e prosegue con gli insegnamenti del Signore riguardo al Pane di Vita, cioè Gesù stesso, fino ad arrivare al punto in cui, mentre altri discepoli si allontanano da Gesù, i dodici, per bocca di Pietro, confessano la loro fede nell’unico Signore che ha parole di vita eterna. «Da chi andremo, Signore ? »

Leggendo quel brano dei pani “moltiplicati” siamo immediatamente colpiti dall’atteggiamento degli apostoli, che, di fronte ad una folla affaticata ed indigente, rispetto alla quale constatano la povertà dei mezzi  a loro disposizione (cinque pani e due pesci) per sfamare tutti, decidono che la cosa migliore sia che ognuno pensi a se stesso, arrangiandosi come può. Il Maestro, invece, sapeva bene quello che stava per fare (Gv 6, 6): fa sedere la gente (circa cinquemila uomini), prende i pani e i pesci, rende grazie e li fa distribuire ai presenti che ne mangiano a sazietà, avanzandone pure. Giovanni dice: « (vv12-13) E quando furono saziati, disse ai discepoli: "Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto". Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato ».
La gente rimane sconcertata e stupita, « (vv 14-15)visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: "Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!". Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo».
Il segno compiuto da Gesù è frainteso e travisato sia dalle folle che dai discepoli. Per comprendere bene dovremmo continuare la lettura fino a quando Gesù, a Cafarnao pronuncia il famoso discorso additando se stesso come il vero Pane che dà laVita, quella che non ha fine, che è eterna come Dio. Dalla povertà e limitatezza del pane giungiamo ad una sovrabbondanza e superfluità di vita…

L’idea che noi abbiamo di Dio: tendiamo a vedere il Dio che, adeguatamente pregato, può intervenire nella nostra vita risolvendoci i problemi quasi “magicamente”. Diventiamo come la folla che cerca Gesù solo per saziarsi ancora del pane miracoloso; se pensiamo che la norma sia “ognuno per sé e Dio per tutti”, siamo come i discepoli che non si lasciano coinvolgere da Gesù giustificandosi con la povertà dei loro mezzi; se, invece, proviamo a entrare nei sentimenti del Signore ascoltando la sua Parola, anche quando il linguaggio è duro, arriveremo ad offrire la nostra stessa povertà a Colui che, solo, ha parole di Vita eterna, e scopriremo che la vita spezzata e donata non è perduta ma moltiplicata! E’ una aritmetica, fuori dai canoni umani, dove 2+2 è uguale a 4.
Nella aritmetica o logica divina, cinque pani possono essere sufficienti per sfamare cinquemila persone, perché la fede in Dio scavalca i parametri degli uomini e ci fa andare oltre …


Due santi al mese

13 - Sant'Antonio di Padova 

Sant'Antonio è il santo più noto e amato nel mondo. Milioni di pellegrini e devoti visitano ogni anno la sua tomba a Padova. Non vi è chiesa al mondo che non abbia un altare, un dipinto, una statua, un affresco, una nicchia dedicati a sant'Antonio. Per non parlare delle piccole devozioni nel privato. I devoti conoscono sant'Antonio per quanto egli fa per loro. e lo esperimentano come protettore e benefattore della loro vita.
Le persone chiedono luce per la propria esistenza. Gli domandano di aiutare chi è smarrito, di consolare chi soffre, di soccorrere chi è povero o dimenticato.
Essi lo riconoscono e lo amano con gli attributi del giglio (la purezza e la trasparenza di vita), con il GesùBambino (segno di un amore tenero e disponibile), il libro (la Parola di Dio).
Dottore della Chiesa, era nato a Lisbona nel 1195 e a 25 anni, si era fatto Francescano. Venne in Italia dove si diede alla predicazione contro gli eretici. Dopo una breve permanenza in Francia, si stabilì a Padova dove morì il 13.giugno 1231. Guaritore e dispensatore di grazie e miracoli.. E' chiamato l'Arca del Testamento per la sua strenua difesa della fede cristiana; è Protettore dei miseri e degli affamati.




29 - Ss. Pietro e Paolo

La prima testimonianza certa della celebrazione della festa dei due Apostoli il 29 giugno risale al III secolo. Il 29 giugno è il giorno del loro martirio avvenuto tra il 64 e il 67 secondo un'antica tradizione romana; mentre, secondo altre fonti, e il giorno della traslazione delle loro reliquie alle Catacombe di Via Appia.
Pietro fu il primo papa e il primo vescovo di Roma e fu crocefisso con il capo in giù. S. Paolo era nato a Tarso in Cilicia da genitori ebrei e cittadini romani. Aveva studiato legge e si era convertito sulla via di Damasco. Fondò Chiese in tutto il mondo allora conosciuto.
Durante la sua prima prigionia predicò a Roma, dove fu condannato alla decapitazione sulla Via Ostiense.