Pensiero del mese: Giugno 2006


"Dio, perchè il male? "

Ha meravigliato e lasciato perplessi l’atteggiamento  del Papa Benedetto XVI, durante la visita in Polonia, al campo di concentramento nazista di Auschwitz.

Entrando attraverso l’arco sormontato dalla scritta : “Arbeit macht frei “ (Il lavoro rende liberi) il silenzio si era fatto profondo e totale. Si sentiva solamente il rumore del passi che calpestavano i sassi di questo luogo della crudeltà e dell’ assurdo: sono i passi del Papa tedesco che stenta a parlare: «Prendere la parola in questo luogo di orrore, di accumulo di crimini contro Dio e contro l'uomo, che non ha confronti nella storia, è quasi impossibile». Dice con un filo di voce.

Poi alza il suo grido al cielo: «Perché, Signore, hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo?». E lo ripete dl nuovo: «Dov'era Dio in quei giorni? Perché ha taciuto? Come poté tollerare questo trionfo, questo eccesso di distruzione, questo trionfo del male?».

Più che una domanda, è una esclamazione dolorosa che specialmente in questi decenni è uscita dal cuore sanguinante dei sopravissuti. E davanti a questi orrori e di fronte ai tanti altri che si ripetono nel mondo contro i deboli e gli indifesi esplode sempre la stessa dolorosa affermazione.

Il Pontefice continua: « E’ un dovere di fronte alla verità e al diritto di quanti hanno sofferto, un dovere davanti a Dio, di essere qui come successore di Giovanni Paolo II e come figlio del popolo tedesco, di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde, in nome di prospettive di grandezza, di recupero dell'onore della nazione e della sua rilevanza, con previsione di benessere e anche con la forza del terrore e della intimidazione, cosicché il nostro popolo poté essere usato e abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio».

Per la domanda che alza come grido a Dio, il Papa non ha alcuna risposta: «Noi non possiamo scrutare il segreto di Dio, vediamo soltanto frammenti e ci sbagliamo se vogliamo farci giudici di Dio e delta storia». Ciò porta «da una parte all'abuso nel nome di Dio», dall'altra «al cinismo che non conosce Dio e che schernisce la fede». Per il cristiano c’è solo questa risposta di fede.

II Papa ha chiesto «perdono e riconciliazione: preghiamo Dio e gridiamo verso gli uomini affinché la ragione dell'amore e del riconoscimento della forza della riconciliazione e della pace prevalga sulle minacce circostanti dell'irrazionalità o di una ragione falsa, staccata da Dio».

Dio è la luce che illumina questa assurdità umana che dimostra solo che Dio lascia libero l’uomo nel fare il bene …ma purtroppo anche nel male.

A un paio di chilometri di distanza da  Auschwitz esiste un monastero di clausura dove le suore continuano a pregare per la pace. La madre superiora nel minuscolo parlatorio del convento dice continuamente ai visitatori: «Questo Carmelo è il segno che l’ultima parola è sempre dell’amore, della speranza e della vita. Il male alla fine perde».

E il cristiano nella sua fede (ma anche guardando la storia umana) continua a credere e sperare la stessa cosa.

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