Pensiero del mese di Giugno 2003

La Luna nel Pozzo

In una serena notte lunare un lupo, vedendo la luna riflessa nell'acqua d'un pozzo, la credette formaggio. La volpe lo invitò a calarsi nel pozzo per mangiarselo. Non trovò nulla e non poté più risalire. All’indomani i contadini l’uccisero a sassate.

Questo apologo si trova in un sermone di sant'Antonio, ma gli editori non indicano dove l’abbia attinto. Il santo lo introduce con un «si dice».

Probabilmente il raccontino correva al suo tempo tra il popolo. E’ derivazione o è spiegazione del detto: «vedere la luna nel pozzo»?

Sant'Antonio l’applica al peccatore, che la luna la cerca nelle vanità terrene e, stolto, lasciandosi consigliare dalla volpe della sessualità, giudica vero e duraturo un bene passeggero e mutevole e dalle altezze della vita cristiana discende giù nel pozzo della colpa.

Al di là di ogni interpretazione, il modo di dire è ricorrente sulla bocca di tanti, quando vogliamo definire certe pretese assurde che non hanno senso e neppure un fondamento plausibile nella realtà.

Il cristiano però è una persona che ha “i piedi per terra”, anche se aspira a realtà celesti e spirituali. E sa vivere valutando obiettivamente le cose belle umane, benché siano passeggere. Mette in gioco la sua vita però, solo per quanto la sua Fede gli assicura essere duraturo, perché va al di là del tempo.

Il Cardinal BIFFI di Bologna, in ‘Contro Maestro Ciliegia’, commento a “Le avventure di Pinocchio”’, (1998), scrive: “Il Collodi, che pone all’inizio del suo discorso un pezzo di legno, riesce alla fine a raggiungere il Padre.

Tutte le sistemazioni teologiche sono possibili, purché nessuna sia mutilante.

Ogni verità può offrire l’avvio, purché sia «cattolica» — cioè non amputata — e sia accettata e svolta in tutte le sue conseguenze.

Del resto, chi parla dell’uomo, parla implicita-mente anche di Dio, del quale l’uomo è l’immagine.

E chi pone Dio come primo oggetto intenzionale del suo discorso, non può insieme non porre l’uomo al centro delle sue attenzioni, anche se non volesse, perché il soggetto è sempre nel medesimo tempo il traguardo di ogni attività dello spirito, e il principio conoscitivo, qualunque oggetto si adoperi a illumi-nare, riesce sempre esso stesso illuminato”.

La “luna nel pozzo” è l’assurdo che l’uomo vuole creare senza Dio.

Ma poi nell’inganno subentra la delusione e il fallimento. Dio è necessario per l’uomo …

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