Pensiero del mese: Gennaio 2007


Antico apoligo arabo: "bisognodi incontrarsi"

«Esistono tre tipi di viaggiatori.
C’è chi procede coi piedi: i suoi passi si impolverano su piste assolate, si inerpicano su erte scoscese, si riposano in valli, oasi e locande. E il mercante: i cui percorsi sono retti da scopi precisi e il cui viaggio è sempre e solo un transito: l’importante è arrivare per fare, non attraversare, conoscere, incontrare.
C’è poi chi avanza per strade e città con gli occhi: costui vuole scoprire e sapere, sostare e conoscere, perdere lo sguardo nell’orizzonte luminoso di un panorama. E’ il sapiente: l’importante è conoscere, arrivare non conta.
Infine, c’è chi viaggia col cuore: egli non si accontenta di camminare, visitare, sapere, ma vuole vivere con gli uomini e le donne delle regioni attraversate, ascoltarli, parlare con loro e “mettere in luce la perla segreta di Dio” che dappertutto s’annida. E costui — conclude l’apologo — è il pellegrino: per lui decisivo è incontrare»

Francesco di Assisi invitava a guardare gli aspetti positivi, i talenti, i doni delle persone. E’ un arte difficile, ma cogliere i lati positivi delle persone significa impegnarsi, prendere sul serio la propria scelta e prendersi sul serio. Altrimenti si corre il rischio di rimanere impantanati nel proprio fango.

Solo con questa logica si può costatare come le relazioni si attraggono con forza intrinseca, e la vita diventa migliore. E’ quel dialogo che Paul Ricoeur  chiama “l’ospitalità dell’altro con le sue convinzioni”. Non ci si può guardare a distanza, in fretta, con lo schermo sfigurante delle semplificazioni - afferma Andrea Riccardi - ma bisogna accogliersi, ospitarsi. Ha scritto il monaco Enzo Bianchi: “L’altro non lo si ascolta mai invano, ma occorre lasciarsi incontrare a lui: ascoltare è ospitare l’altro dentro di noi. Bisogna fare questa esperienza profonda e diretta, se volgiamo restare uomini: cioè incontrare l’altro. Diceva con profonda semplicità l’ayatollah Taskhiri: “L’uomo, quando non sente il bisogno dell’altro, perde la sua umanità: diventa disumano”. Tutti abbiamo bisogno di incontrare!  Sentiamoci sempre pellegrini. Grati di incontrare e di lasciarci incontrare; di accogliere e di farci accogliere; di dare e di ricevere. Sia che partiamo sia che rimaniamo nelle nostre case e città, viviamo la vita come cammino e come incontro e, soprattutto, impariamo a viaggiare col cuore. Forse è questa la cosa più importante all’inizio di un Nuovo Anno ! Auguri.