Pensiero del mese di Aprile 2011

" Pasqua .. più alta ! . . "   

La Pasqua è la massima festività della liturgia cristiana, nella quale viene rappresentato il mistero della Resurrezione di Gesù Cristo. Però nel mondo cristiano è festa mobile, e viene fissata di anno in anno nella domenica successiva alla prima luna piena (il plenilunio) successiva all'equinozio di primavera (il 21 marzo).

Nell’anno in corso,2011, avremo la Pasqua più 'alta' per molti di noi, il 24 aprile, come nel 1859 e che tornerà così solamente nel 2095. Ma nel frattempo, fra 'soli ' 27 anni, nel 2038, tornerà la Pasqua nella data più avanzata possibile, il 25 aprile, che molti viventi hanno già vissuto nel 1943.

A parte queste curiosità i cristiani non possono dimenticare il senso profondo che la Fede insegna circa  la Pasqua. Gesù muore e risorge in concomitanza della celebrazione ebraica, ma rimarrà sempre  il fondamento del nostro credere in Cristo che da sicurezza e speranza nella nostra vita futura.

La tradizione dell’uovo pasquale – come molte altre - sembra non avere niente a che fare con la tradizione cristiana della Pasqua, ma fin dagli albori della storia umana l'uovo è considerato la figurazione della vita e della rigenerazione. I Persiani festeggiavano l'arrivo della primavera con lo scambio di uova di gallina.
Nella antica Roma esistevano tradizioni legate al simbolo delle uova. I Romani erano soliti sotterrare nei campi un uovo dipinto di rosso, simbolo di fecondità e quindi propizio per il raccolto. Ed è proprio con questo significato di vita (probabilmente) che l'uovo entrò a far parte della tradizione cristiana, richiamando alla vita eterna.
L’ usanza  dell’uovo risale al 1176, quando il capo dell'Abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, appena rientrato a Parigi dalla II crociata, prodotti delle sue terre, incluse uova in gran quantità. L'uso di regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua è festa della primavera, dunque anche della fecondità e del rifiorire della natura. L'uovo è appunto simbolo della vita che si rinnova ed auspicio di fecondità.
Anche lacolomba diventa simbolo di pace pasquale. Richiama l’episodio del diluvio universale descritto dalla Bibbia, allorché ritornò da Noè tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, un messaggio di pace: il castigo divino concluso, le acque del diluvio si stanno ritirando, inizia un'epoca nuova per l'umanità intera. La colomba diventa quindi simbolo della pace.



Due santi al mese


25  -  San Marco, evangelista - 

 

San Marco era cugino di Barnaba. Seguì l’apostolo Paolo nel suo  primo viaggio missionario e poi anche a Roma.
Fu discepolo di Pietro del quale riprodusse la predicazione nella stesura del suo Vangelo. Si pensa che Marco, da giovane abbia assistito alla cattura di Gesù nell’Orto degli Olivi, infatti è l’unico a menzionare la fuga di un giovane che seguiva da lontano la cattura di Gesù, e ciò fa supporre che sia egli stesso questo giovane: «un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto da un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo» (Mc 14, 1.51.52).
Anche se Marco non conobbe direttamente il Redentore, seppe da Pietro tutto ciò che aveva fatto e detto. Seguì l’Apostolo a Roma dove ascoltò il suo insegnamento. E a Roma – pare -  che abbia scritto il suo Vangelo, in cui si sente l’eco immediata delle parole di San Pietro.

San Marco ha come simbolo un leone e con i caratteri del leone appare Gesù nel suo Vangelo, cioè con i caratteri del forte che schiaccia i demoni, guarisce gli ammalati e vince la morte.

 

 


29 -  Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia -

Nata a Siena nel 1347, ancora adolescente, entrò tra le Mantellate di San Domenico. Accesa dall’amore di Dio e del prossimo, promosse la pace e la concordia tra le città italiane. Difese i diritti  e la libertà del Pontefice Romano e si prodigò per ristabilire la vita religiosa. Dettò opere dense di dottrina sicura e pervase da preoccupazione spirituale. Morì nel 1380 e fu proclamata patrona d’Italia da Pio XII il 18 giugno del 1939, e Paolo VI la insignì del titolo di Dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970.

La fama della sapienza e della santità di Caterina l'aveva messa pure a contatto del mondo politico-ecclesiastico. Verso il 1372 aveva esposto con franchezza al legato pontificio in Italia, la necessità di riformare i costumi del clero, di trasferire la Santa Sede a Roma da Avignone dove risiedeva dal 1309. Ella da analfabeta si permetteva di dettare lettere per eminenti personaggi. Nel 1374 fu chiamata a Firenze davanti al Capitolo generale dei Domenicani: ma ne riconobbero l'ortodossia.  Quando Caterina ritornò a Siena, trovò la città devastata dalla peste. Caterina, a ventinove anni, per volontà di Dio si trasformò in ambasciatrice. Ella scrisse al papa avignonese: "pace, pace, babbo mio dolce, e non più guerra". Per pacificare gli animi accettò di recarsi alla corte papale di Avignone . Il pontefice subì il fascino della santità conquistatrice di Caterina.Muore, provata da una vita di digiuni e di astinenze forzate, a soli 33 anni.