Pensiero del mese
Agosto 2002

Il Papa e Internet
Nella foto: il Papa invia una E-mail in Oceania
Si chiama suor Judith Zoebelein, ma più d'uno, in Vaticano, la chiama 'sister web' che è una
suora francescana, ed anche la mente della Rete in Vaticano
Quando il Papa, davanti alle telecamere, ha utilizzato Internet, anche se solo per inviare una e-mail con allegato un documento di 120 pagine a tutte le diocesi dell'Oceania. è stato il suo giorno di maggiore soddisfazione per suor Zoebelein «la mente» della Rete in Vaticano.
«Le strade del Signore sono infinite. Chi decide di fare la suora in un ospedale, chi nelle scuole, io ho scelto di farlo seduta fra i computer». Sister Web, americana dell'ordine delle francescane dell'Eucarestia, una cinquantina d'anni ben portati, in Vaticano da 10 risponde così a chi le chiede come mai si occupi così tanto di Internet. «Internet sta esplodendo e la Chiesa deve essere là », rispondeva alle obiezioni. È stata lei a organizzare il sito del Vaticano (vatican.va), nato nel 1997 con tre computer ai quali fu dato il nome degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele: Michele (colui che sconfisse Satana) per difendere da virus e haker, Gabriele (quello dell'Annunciazione) per portare i messaggi e Raffaele per contenere le informazioni.
«Il progetto - racconta - era quello di cominciare con qualcosa di semplice, giusto per vedere quale sarebbe stata la risposta dei fedeli». Il debutto in rete avvenne per il Natale del 1995, con il messaggio papale Urbi et Orbi: sulla home page una foto di Giovanni Paolo II e link al testo del messaggio nelle varie lingue. Nelle prime 48 ore i contatti furono più di 300.000. Il sito conteneva anche la possibilità di inviare e-mail, ma ne arrivarono 4000 nelle prime due settimane. Così fu «sospeso» e riprese circa un anno e mezzo dopo. Suor Judith era in qualche modo predestinata: è figlia di un tecnico che si occupava di computer già negli anni '50 e per lei «è stato naturale coniugare l'informatica alla mia missione». «La tecnologia - sostiene - è un riflesso della sapienza di Dio» e può essere usata per annunciare il Vangelo. La Chiesa, d'altro canto, «ha il dovere di essere presente ovunque, per mostrare agli uomini che c'è sempre una speranza. Anche nei luoghi virtuali dove si possono trovare contenuti negativi». «Internet deve servire Dio attraverso l'uomo» è un'altra sua affermazione che trova autorevole conferma in vari interventi del Papa che parlano di evangelizzazione on line.
Suor Judith è la più famosa, ma non è la sola suora a lavorare con Internet. Un' altra, suor Marie Gannon delle Figlie di Maria Ausiliatrice, presiede il consorzio «Peace comunication Network (Pcn)», formato da numerosi ordini religiosi maschili e femminili (vi hanno aderito, tra gli altri, i francescani, i salesiani, i padri passionisti, le Figlie della Carità) che offre servizi e informazioni su Internet. «Ci proponiamo - spiega suor Gannon - di fornire strumenti moderni di comunicazione per evangelizzare attraverso nuove tecnologie; offrire l'interconnessione globale di reti a tutti i membri secondo le esigenze di lavoro, ed istituire un centro di informazione tecnica, informatica, fiscale, tributaria e amministrativa». E non è finita. Persino alcuni conventi di clausura hanno (virtualmente) aperto le porte. In rete ci sono conventi di clarisse, domenicane, trappiste, cistercensi e benedettine.
Il mondo cammina. La Chiesa deve camminare allo stesso passo nel bene.
Chi scrive, manda briciole di vangelo attraverso questi canali
(http://www.vigolenoitaly.com/pensieri.html e http://parolacristiana.interfreee.it).
Non ha pretese:cè chi semina; cè chi miete. Il Buon Dio raccoglie.
Il Papa offre al mondo un esempio di modernità, che meraviglia tanti.
Ma intanto dice a tutti: Camminiamo nel bene e cerchiamo la verità!